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Fatevi
la TV vostra - da "Satellite", novembre 2002
Un'emittente
di tendenza? KRISMA TV (al 1° posto nella top ten delle tv di nicchia
a giudizio di questa rivista), un canale fatto in casa, anzi... nel sottoscala.
Viaggio alla scoperta dei canali fai-da-te, diretto a un pubblico ristretto,
ma tutti da scoprire. Scavarsi una nicchia, stando bene attenti che non
si trasformi in una fossa. Tessere la propria tela come un ragno meticoloso,
instancabile, uscendo il meno possibile allo scoperto per non spaventare
i grandi e quindi essere schiacciato.
Sviluppare idee minimali ma originali, nutrire ambizioni commisurate ai
propri mezzi, chiedere aiuto a chi lo può dare senza mai domandare
su quanta audience poter contare, esclusi i fedelissimi che telefonano
ogni giorno, praticamente come se facessero parte del cast.
NON PARLATECI DI NICCHIA
Quella esposta potrebbe essere una sorta di vademecum per chi, e sembrano
sempre di più, proprio non può resistere all'idea di farsi
una sua rete televisiva satellitare, una tv di nicchia, usando un termine
alla moda che viene però contestato da qualcuno che se ne intende,
come Maurizio Arcieri fondatore di Krisma TV: "La definizione è
riduttiva e scorretta, semmai si tratta di un fatto geografico e tecnologico.
Per me, che con una parabola da 540 cm di diametro posso osservare tutto
quello che si produce nel mondo, è 'di nicchia' MTV; ma non il
network globale e neppure la versione italiana, bensì quella indiana,
che si riceve in banda C ed ha un impatto straordinario, una varietà
di colori e un'autoironia che pochissimi, in Occidente, conoscono. Ovviamente,
per gli indiani, è invece un importante e serio polo musicale".
Tutto è relativo, quindi, indipendentemente dalle reali dimensioni
dell'emittente. Un fatto di antenna, di ricettività del disco.
Ma quale potrebbe essere allora il nome giusto per queste 'stazioncine'?
Risponde ancora Arcieri. "Per quelle che si rivolgono a comunità
etniche di emigrati nel mondo, penserei ad un termine come 'glocal', anche
se forse è un po' riduttivo. Per Krisma TV mi piace ancora molto
'la tv del sottoscala', coniato dal giornale francese Liberation qualche
anno fa, per sottolineare la nostra voglia di sperimentazione e di diversità.
Alla gente non viene lasciato scampo: in Europa la si rimbambisce con
le cartine pirata, in USA è schiava del cavo, decidendo loro cosa
deve vedere. A noi piace la techno music e la frulliamo con le immagini,
senza altri interventi fuorché alcuni avvisi ironici in inglese
come 'Non guardare per oltre 20 minuti al giorno. Se ciò accade,
informa immediatamente il medico'".
Ricevono 120-140 e-mail al giorno da parte di fan scatenati di ogni paese
ed estrazione culturale. Dai disc jockey russi, per esempio, che hanno
chiesto il permesso di usare Krisma TV per un rave party. Anche un distinto
signore parigino di 79 anni, Jean Claude Lavie, ha scritto agli Arcieri.
E loro hanno scoperto che si tratta dell'analista del presidente Chirac,
autore di saggi di successo come "L'amore E' Un Crimine Perfetto"
o "Conoscenza Dell'Incosciente". All'inizio li ha accusati di
essere agenti CIA infiltrati fra i giovani per studiarne le reazioni,
e poi è diventato il loro 'presidente' onorario in Francia, regalandogli
questa terzina: "si cade sulla vostra tv per caso, si ritorna per
curiosità e si ritorna ancora per ammaliamento".
NON TUTTE LE CIAMBELLE...
Ma anche Krisma TV ha i suoi problemi, naturalmente, e in questo momento
è ferma, intenta a rinegoziare con Giuliano Berrettà (proprio
così, alla francese, lo pronunciano Maurizio e la sua inseparabile
compagna Cristina) un canale vero e non pochi momenti di traino per il
quarto programma vietnamita, come accadeva sino a qualche mese fa. Le
difficoltà, in effetti, sono dietro l'angolo per tutti. Pensiamo
a Cavallo Channel, che ha dovuto chiudere all'inizio dell'estate per l'assoluto
disinteresse dei pubblicitari per una proposta che aveva una sua valenza
e un pubblico potenziale promettente.
Pensiamo a SaluteBenessere e Q Channel che hanno avuto le loro disavventure
malgrado un budget e prospettive di partenza eccellenti. Ricordiamoci
anche di Napoli Network, chiusa per ripicca a Ferlaino e Corbelli incapaci
di risollevare le sorti del Napoli Calcio, o di Olisat, che ha abbandonato
bowling e surfing e cambiato tutto, trasformandosi in provider sudamericano.
Anche all'estero gli esempi non mancano, anzi in Inghilterra è
stata persino coniata la definizione di 'tv a termine' con Vibe TV, durata
solo 100 giorni e creata apposta da un discografico spregiudicato e affettuoso
per lanciare nella hit parade d'oltremanica la sua fidanzata Angelle,
obiettivo per altro mancato ab-bastanza grossolanamente.
"Nonostante ciò, l'idea è interessante - commenta Paolo
Giaccio, direttore di Raisat Art, Show e Cinema e al quale dobbiamo tutta
la nostra gratitudine per aver portato in Italia l'impareggiabile David
Letterman Show - e potrebbe avere un seguito. Mi sono sempre chiesto come
facciano a sopravvivere tutte queste emittenti che trasmettono clip musicali
a getto continuo, senza un'idea che le sostenga o la pubblicità
che le finanzi. Questa potrebbe essere una risposta: un obiettivo ragionevole,
un tempo determinato per raggiungerlo o fallire, e la chiusura dando spazio
ad un altro temerario".
Un capitolo straordinario meritano le televendite, importate direttamente
dalla televisione analogica terrestre ma che sul satellite hanno avuto
uno sviluppo eccezionale. Solo in Sky Digital se ne contano oltre 40 che
propongono di tutto: dai gioielli agli utensili per la casa, passando
per i successi musicali anni Sessanta e arrivando ai viaggi, un settore
in crescita specialmente per quanto concerne gli acquisti 'last minute'.
Una loro filiazione, anche se concettualmente diversa, sono i bookmaker
televisivi, numerosi soprattutto in Scandinavia. Sempre a 28" Est
trasmette in chiaro dalla nascita (anche se era stata concepita come pay
tv) GO Barking Mad che copre, spesso in diretta, le riunioni dei greyhounds,
i levrieri. Chi non le ha mai viste, farebbe meglio a colmare al più
presto la lacuna: sono entusiasmanti, da far sbiadire le imprese di Varenne.
Naturalmente c'è anche l'ippica, con The Racing Channel e I-Rate,
collegate ad un sistema di scommesse via telefono o telecomando. Chi si
sente più fortunato con i numeri, trova anche il Bingo di Avago.
"Credo che Murdoch abbia un talento straordinario per comprendere
quali canali di nicchia funzioneranno. A me, ad esempio, che sono abbonato
a Sky da molti anni, piace Discovery Home & Leisure, che propone prati
all'inglese e riparazioni rapide del caminetto, perché mi fa riprovare
le sensazioni di curiosità che sentivo da giovane ascoltando la
radio transatlantica", commenta ancora Paolo Giaccio. Nel filone
dei 'bom-bom channel', questi cioccolatini da scartare e mangiare senza
farsi troppe domande, ricordiamo ancora Date Channel, che favorisce gli...
incontri, Channel Health e Fashion, che è partito con ambizioni
limitate ed è diventato un fatto mondiale, diffuso in ogni continente
come la CNN, creando anche epigoni di successo, come l'italiana TV Moda,
arrivata oggi in Estremo Oriente ed Australia per la gioia della sua 'factotum'
Jo Squillo.
Una presenza importante, ma forse era scontato accadesse, sono anche i
cosiddetti 'spiritual channel', legati alle chiese protestanti, per i
quali il termine 'nicchia' sembra addirittura irriverente, vista anche
la quantità di denaro che movimentano: TBNE, BYU o The God Channel,
tanto per citarne alcuni, sono ormai presenti ovunque e non vi è
dubbio siano molto seguiti.
Ma hanno studi, personale addetto e hardware che li avvicinano molto più
ai network che non alla nostra idea di partenza, la villetta ai confini
con la Svizzera dove la famiglia Arcieri monta il materiale di Krisma
TV, lavorando anche 17 ore al giorno per 90 minuti di prodotto finito.
Ad un costo elevato. "Sì, la vita mia e di Cristina - conferma
Maurizio - sono il prezzo giusto da pagare per dare un contenuto artistico
alla propria esistenza."
Mauro
Bendinelli
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