
JAMBOREE
- July 2000
NOTIZIE & CURIOSITA' - BEAT: "Chinese Restaurant" (così chiamato da un memorabile debut album) nasce nell'aprile del 1999, dopo alcuni mesi di "riflessione", come tributo ai Chrisma/Krisma e alla carriera di Maurizio Arcieri - con e senza New Dada - da parte di Stefania D'Alterio, fan di vecchia data nonché "apocalypse writer" e giornalista musicale per diverse testate nazionali ("Psycho!", "Ritual", "La Nazione", etc…), innamorata da sempre sia delle sonorità dei Krisma, che del beat vintage italiano e del garage. L'impresa non si è dimostrata per nulla facile, ma oggi, a un anno dall'"opening" e grazie al fondamentale apporto di Marcello Pibia, uno dei maggiori collezionisti della produzione Arcieri/Krisma d'Italia, il sito è l'unico spazio nella Rete ufficializzato dagli stessi Maurizio e Christina Arcieri e rappresenta un valido punto di incontro per tutti i fans sparsi da un angolo all'altro del globo (dal Brasile agli Stati Uniti, dagli Emirati Arabi all'Australia). All'interno è possibile trovare di tutto: foto esclusive (tratte dagli archivi personali dei Krisma), lyrics, curiosità, una discografia completa, una cronologia in perenne aggiornamento, info sulle ultime attività del Dinamico Duo Arcieri (da KrismaTV, all'ultimo progetto di Maurizio Arcieri), uno spazio dedicato ai New Dada, alcune pagine sulle produzioni soliste di Maurizio (con tanto di lyrics, copertine, foto esclusive, interviste d'epoca, apparizioni cinematografiche, etc…), stralci di interviste d'epoca e di video, una mailing list attivissima e anche una message board per scambi di materiale e di opinioni. "Chinese Restaurant" è inoltre in procinto di "traslocare" in un dominio apposito (all'interno del quale sarà in buona compagnia dell'official site di KrismaTV), grazie all'interessamento di Maurizio & Christina, e avrà la possibilità di offrire ai propri visitatori un numero sempre maggiore di sorprese, informazioni e gadgets (MP3, Virtual Cards, etc…)."
RARO!
- October 2000
"Chrisma/Krisma - Il Punk Sintetico"
Spuntò all'improvviso come un faro abbagliante nella notte del rock italiano di fine anni '70. Un gruppo nuovo in tutti i sensi; nell'attitudine, fortemente indipendente a dispetto del rapporto con grosse etichette e del considerevole numero di dischi venduti in Italia come all'estero; nell'immagine che, improntata sul modello del punk anglosassone, divenne subito parte integrante della sua espressività artistica; nella musica, caparbia e raffinata ma anche immediata ed istintiva, lontana dalle reminiscenze cantautorali come pure dagli effimeri fenomeni da discoteca. I Chrisma erano in due: Maurizio Arcieri - classe'45, negli anni '60 storico leader dei New Dada e in seguito autore di un paio di album in proprio - e Christina Moser, prima sua fan scatenata e infine moglie inseparabile; l'acronimo scaturì dalla fusione dei nomi di battesimo. Fu del primo l'idea di avviare un sodalizio artistico che desse una svolta ad un'esperienza solistica non troppo brillante (almeno dal punto di vista commerciale) e che portasse nella Penisola una ventata d'aria nuova, quella stessa che allora si respirava in Gran Bretagna. Non a caso i due coniugi, ottenuta dalla Polydor la chance di voltare a favore della band il preesistente contratto di Maurizio, si trasferirono a Londra dove iniziarono a lavorare negli studi di Nico Papathanassiou, direttore artistico dello storico marchio, nonché fratello del compositore greco Vangelis, con cui venne pure avviato un fruttuoso rapporto di reciproca collaborazione. Malgrado le premesse, le prime produzioni della coppia - Amore, il singolo d'esordio del '76, ed il successivo U stampato l'anno seguente sia su 45 giri sia sul più innovativo formato a 12" - risultarono un po' deboli, tanto dal punto di vista creativo quanto per l'inclinazione stilistica apertamente commerciale: melodie ritmate ed ammiccanti, che oggi piacerebbero molto agli Stereolab ed agli amanti dell'exotica ma che allora vennero laconicamente apostrofate come sexy sound; indubbiamente i languidi sospiri e le avvenenti fattezze di Christina inducevano a simili interpretazioni. Tutt'altro che gratificati dallo snobismo della critica, i Chrisma alzarono allora il tono del confronto; per iniziare adottarono un look più forte: capelli colorati, pantaloni e giubbotti in pelle nera, una spilla da balia conficcata nella guancia. Per la prima volta anche in Italia ci si esprimeva con un linguaggio estremo e dirompente: tuttavia fu punk solo in apparenza, solo negli intenti; la vera deflagrazione anarchica, scoppiata Oltremanica per merito dei Sex Pistols, da noi sarebbe rimasta un fenomeno marginale, rinchiuso tra le mura delle cantine o relegato nei circoli dei centri sociali: tra Milano e Pordenone, proprio in quegli anni, gruppi quali Mittageisen, Schwarz Of Galiorka, Tampax ed Hitler SS, facevano partire dal basso - come esigenza spirituale e non come provocatoria emulazione - una ribellione intellettuale ed artistica che non avrebbe mai riscosso i favori del mercato. In effetti, chitarre esacerbate e ritmiche frenetiche non avrebbero mai fatto parte del repertorio dei Chrisma, anche perché Maurizio aveva già vissuto da giovane, assieme a New Dada, il tempo dell'ingenuità e della freschezza espressiva: quale musicista maturo puntava ora più in alto, la semplice virulenza elettrica non faceva più per lui. Chinese Restaurant, il primo trentatré del duo, è un viaggio avvincente all'alba della nuova onda. Forse allora non si riusciva bene a distinguere gli echi che giungevano dall'Inghilterra: si etichettava tutto come punk, quando in realtà c'era un abisso tra le insolenze dei Damned e le studiate architetture dei Police, tra la veemenza degli Adverts e l'oscura raffinatezza degli Ultravox!; ed è proprio questa seconda e più sofisticata tendenza - meglio decifrabile in quel filo rosso newyorchese che lega i Velvet Underground ai Television ed ai Talking Heads - a conquistare il cuore del bel milanese e della cantante svizzera. Era un rock decadente ed essenziale quello dei Chrisma, non c'è dubbio, ma quelle contaminazioni elettroniche, quelle atmosfere sospese e fitte di allucinata tensione, preannunciavano una sperimentazione ad ampio raggio, una creatività speculativa che andava ben oltre la schiettezza del punk. La tournée che seguì fu comunque incisiva: uno spettacolo ricco di luci e di costumi, con immagini tridimensionali proiettate sui teli di tulle a fondo palco. Maurizio si dimenava come un pazzo e con un coltellino era solito strapparsi la camicia suscitando scalpore tra il pubblico; una notte a Reggiolo, di fronte ad una platea esagitata e minacciosa, addirittura si tagliò volontariamente un dito e finì in ospedale. La mattina dopo i giornali avrebbero riportato titoli scandalistici e gran parte delle date programmate sarebbero state cancellate. Ma la voglia di inventare e di sorprendere non si esaurì certo con questo episodio e infatti con l'album del 1978, il glaciale Hibernation, la band si avventurò coraggiosamente nei territori della sperimentazione elettronica. Registrato in Italia e missato a Londra, il disco - stampato in vinile color ghiaccio e custodito in una caratteristica copertina a specchio - poneva in secondo piano il fascino delle atmosfere per privilegiare lo studio e la sintesi dei singoli suoni: tale ricerca non pregiudicava tuttavia l'accessibilità del prodotto che, per quanto elaborato, manteneva un approccio diretto ed efficace. Sulle note del secondo singolo estratto - Aurora B, brano carico di suggestioni mitteleuropee - venne anche realizzato un video, volutamente scandaloso, con immagini di un cruento suicidio e scene di sesso in una stazione della metropolitana. Già confrontatasi con l'arte del clip ai tempi di Amore, la coppia ora ritrovava quell'attitudine multimediale, che sarebbe stata meglio approfondita negli anni a seguire. Sul tema del video, o meglio del terminale televisivo, venne poi incentrato Cathode Mamma, lavoro nato dalla collaborazione con il musicista Hans Zimmer, il primo con la ragione sociale mutata in Krisma, giacché più consona alle aspirazioni internazionali dell'ensemble, avallate peraltro dall'originaria scelta di cantare in inglese. Una azzeccata alchimia di frizzante electro-pop permise di uscire dall'incubo asettico dell'esasperazione sintetica e di ottenere il primo grosso successo da classifica: "Many Kisses", un pezzo che fece furore in mezza Europa e che soprattutto garantì un considerevole appoggio da parte dei media, culminato con l'esibizione al Festivalbar, di fronte ad una gremita Arena di Verona. La "sperimentazione elettronica in chiave pop" trovò tuttavia piena maturazione nel trentatré "Clandestine Anticipation", uscito nel 1982 dopo la separazione dalla Polydor ed impreziosito da un artwork particolarissimo, frutto del genio compianto del grafico Mario Convertino (già ideatore delle precedenti copertine). La CGD approntò per l'occasione un agguerrito piano promozionale: distribuì tra i giornalisti un costosissimo box a tiratura limitata, pubblicò un'edizione speciale del disco, stampò un mix anche in Spagna, ma soprattutto finanziò le riprese di alcuni clip girati in estremo oriente ("Miami", "Water" e "Samora Club") e poi divenuti una sorta di leitmotiv del programma di Paolo Giaccio, Mister Fantasy. Tuttavia il sodalizio con l'etichetta milanese si consumò in fretta ed i Krisma decisero di adottare una doppia strategia, legandosi in Italia alla neonata e indipendente Franton Records, e firmando per il mercato internazionale un contratto con l'Atlantic; negli studi newyorchesi della prestigiosa azienda venne infatti inciso un album da noi edito con il titolo di Nothing To Do With The Dog ma pubblicato anche negli Stati Uniti come Fido. Suonata integralmente con una piccola tastiera Casio (la MT 65), l'opera fu un caparbio esperimento elettronico ed Oltreoceano venne incoraggiata da ottimi riscontri di critica e pubblico. Assieme all'ingegnere del suono Max Costa, Maurizio avrebbe in seguito approfondito il suo interesse per la strumentazione sintetica tanto da progettare un nuovo e più versatile sistema "siglato MIDI", che avrebbe trovato impiego nelle registrazioni del singolo Be Bop prima e dell'elleppì Iceberg poi, editi entrambi per la Carosello. Meno freddo e robotico del suo predecessore, il lavoro fu arrangiato da Lucio "Violino" Fabbri e mise in luce un istrionico eclettismo perfettamente in bilico, come sempre, tra ricerca ed immediatezza. Con il singolo Signorina in appendice, anche il rapporto con la suddetta label venne ad interrompersi ed i Krisma tesero sempre più a trascurare il mondo musicale a favore di progetti televisivi. Se alla fine degli '80 il loro impegno in questo campo si limitò ad alcune installazioni di Video art ed alla collaborazione con il programma Fuori Orario, in seguito i coniugi Arcieri avrebbero dato corpo ad iniziative proprie realizzando prima il provocatorio Blob internazionale denominato Sat Sat e quindi fondando, nel luglio del '98, l'emittente a irradiamento satellitare KrismaTV, di cui sono tuttora titolari. L'ultimo loro cimento discografico, cantato per la maggior parte in italiano, nacque da un effimero quanto infruttuoso sodalizio con la Bollicine di Vasco Rossi. Pubblicato nel 1989, Non ho denaro fu un trentatré fantasma, tanto che neppure gli autori ebbero mai modo di vederlo stampato; incerto nel suo svolgimento, a tratti smaccatamente leggero, a volte più ardito, il disco mantenne tuttavia salda la reputazione del duo grazie ad un paio di episodi piuttosto intriganti. Da allora più nulla, almeno fino ai nostri giorni: Maurizio Arcieri sembra infatti aver ritrovato la voglia di suonare e di sperimentare. La sua nuova incarnazione, denominata Re-birth, è una fucina di ritmi e di suoni tecnologici che già hanno riscosso notevoli apprezzamenti presso le discoteche della riviera adriatica: un'ulteriore testimonianza della poliedrica creatività dell'artista milanese che, a quanto pare, non smette mai di sorprenderci.
Discografia
7" 1976 Amore / Sweet Baby Sue Polydor 2060 119 L.30; 1977 U (part. I) / U (part. II) Polydor 2060 136 L.15; 1977 Lola / Black Silck Stocking Polydor 2060 156 L.10; 1977 C-Rock / Mandoia Polydor 2060 176 L.10; 1979 Gott Gott Elektron / Vetra Platz Polydor 2060 195 L.10; 1979 Aurora B / Hibernated Nazi Polydor 2060 208 L.10; 1980 Many Kisses / Rien Ne Va Plus Polydor 2060 225 L.10; 1980 Cathode Mamma / Rrock Polydor 2060 235 L.10; 1982 Water / Samora Club Polydor 2060 258 L.10; 1983 Nothing To Do With The Dog / Find A Friend Franton / Wea FR 2100-7 L.10; 1985 Be Bop / Be Bop Reprise Carosello CI 20529 L.10; 1987 Signorina / Hotta Choccolata Carosello CI 20541 L.10.
12" mix 1977 U (part. I extended) / U (part. II extended) Polydor 2141 019 L.25; 1983 Nothing To Do With The Dog / Find A Friend / Carefully Franton 1201 L.30; 1986 Iceberg / Skyline Carosello CIX 53 L.30.
LP 1977 CHINESE RESTAURANT Polydor 2448 060 L.60; 1977 CHINESE RESTAURANT Philips 6323 059 L.80; 1979 HIBERNATION Polydor 2448 086 L.50 (vinile trasparente); 1980 CATHODE MAMMA Polydor 2448 110 L.30; 1982 CLANDESTINE ANTICIPATION CGD 20296 L.35; 1983 CHRISMA Super Star / Curcio SU-1034 L.35; 1983 NOTHING TO DO WITH THE DOG Franton / Wea FR 3100-1 L.25; 1986 ICEBERG Carosello CLN 25114 L.40; 1989 NON HO DENARO Bollicine BOL 1102 L.40.
CD 1994 CHINESE RESTAURANT Polydor 523 687-2 L.30; 1994 CLANDESTINE ANTICIPATION Urlo/CGD 4509 97361-2 L.30.
Compilation 1978 International SuperHits LP Philips L.30 (Chrisma: C-Rock); 1999 One Shot '80 vol. 5 2CD Universal 153 509-2 L.54 (Krisma: Many Kisses).
Note alla discografia: La discografia qui riportata si riferisce esclusivamente alla produzione italiana; le stampe estere verranno esaminate in un prossimo articolo. Sono a nome Chrisma tutte le emissioni comprese tra il 1976 ed il 1979; nelle pubblicazioni successive la ragione sociale del gruppo è mutata in Krisma. Fa eccezione l'omonimo album antologico diffuso nelle edicole dalla Armando Curcio Editore nel 1983: si tratta di una raccolta di brani tratti dai primi due album, e quindi mantiene l'acronimo originario della band; il disco merita attenzione più che altro per il libretto allegato, ricco di foto ma integrato da una biografia invero piuttosto superficiale. Le versioni 7" e 12" di U si presentano con delle copertine tra loro leggermente dissimili. Caratterizzate entrambe da una bella confezione apribile, le due versioni di Chinese Reastaurant - rispettivamente su Polydor e su Philips - differiscono soltanto per il marchio delle etichette; gli esemplari su Philips sono più difficili da reperire giacché diffusi in un minor numero di copie. La prima tiratura dell'elleppì Clandestine Anticipation è arricchita da una speciale busta in plastica stampata che si sovrappone alla canonica copertina in cartone; è a tale edizione limitata che si riferisce la quotazione indicata in discografia. Sono solo un paio le edizioni promozionali che destano particolare interesse. Una di queste è il 12" EP di C-Rock (1977, Polydor AS 5001 504 - L.40), che presenta la stessa veste grafica dell'omonimo sette pollici - con la dicitura "promotional" aggiunta nell'angolo inferiore di destra - ma che contiene sul retro due brani anziché uno: Thank You e Mandoia. L'altra è il box che nel 1982 preannunciava l'uscita di Clandestine Anticipation: si tratta di una scatola in cartone grezzo serigrafato che racchiude - oltre ai due mix Water / Miami (CGD 15065) e Crucial Point / Samora Club (CGD 15066) - un'ulteriore serigrafia su cartoncino nero (limitata a trecentocinquanta esemplari numerati a mano), una biografia ed una foto promozionale, sedici tessere di un mosaico che ricostruito forma la copertina dell'elleppì e una misteriosa bustina in sottovuoto spinto contenente oggetti per giochi da tavolo (ad esempio fiche e bastoncini per il Mikado). Tutte le copie sono state ritoccate a mano dagli stessi autori e dunque differiscono tra loro per piccoli particolari grafici; anche in virtù di questo fatto il cofanetto - oggi valutato intorno alle cento cinquantamila lire - è il pezzo più ricercato dai collezionisti della band. Tra le altre emissioni promozionali, tutte con etichetta bianca e copertina standard forata, segnaliamo il 7" di Black Silck Stocking (1977, Polydor AS 5000 423 L.20), il 45 giri per juke-box condiviso con Roberto Vecchioni - Samora Club / Dentro gli occhi (1982, CGD YD 619 L.10) -, il mix per D.J. Iceberg / Skyline (1986, Carosello CIX 53 L.25) ed il 12" ep contenente, oltre a Be Bop Reprise dei Krisma, Winner Club Version dei F.A.S., Colazione d'amore di Marinella e Oh Lord di Bob Marley & The Wailers (1985, Carosello PROMIX 003 L.15).
I Krisma sono presenti in Internet con un sito ufficiale ricchissimo di notizie, fotografie ed interviste; anche grazie alla collaborazione dei due titolari Stefania D'Alterio e Marcello Pibia è stato possibile redigere questo articolo. http://www.krismatv.net/chinese_restaurant/intro.html
F.M. Arati
NET
TV- January 2001
"Hare Krisma"
"Gentile Fabio, complimenti per l'articolo sui Depeche Mode e sul synth-pop. Vorrei però ricordare che anche in Italia abbiamo avuto un gruppo tra gli anni '70 e '80, che ha realizzato dischi con nulla da invidiare alle band citate nel servizio. Sono i Krisma. All'inizio guardata con sospetto dagli addetti ai lavori, la band di Maurizio Arcieri e Christina Moser ha, con gli anni, riscontrato lusinghieri consensi sia di vendite (due hit internazionali, Lola e Many Kisses) sia di critica (Hibernation e Clandestine Anticipation). I Krisma vantavano collaborazioni autorevoli (Vangelis, Arto Lindsay, Brian Eno). Erano, insomma, dei pionieri del synth-pop e dell'elettronica applicata alla musica e al video (furono tra i primi in Italia a fondere note e immagini: i videoclip realizzati a Bali hanno fatto il giro del mondo). Oggi hanno scelto di vivere appartati (ma è in uscita una collection che racchiude le loro pagine migliori), hanno una TV satellitare che naviga tra le immagini delle televisioni di tutto il mondo, le cattura e le ripropone in salsa techno. Una TV sinestetica, così come lo era la loro musica, una particolare alchimia di suoni ipertecnologici e melodia. I Krisma sono ancora nel cuore di molti appassionati e hanno un sito che raccoglie tutto ciò che li riguarda".
- Fabio Di RannoRisponde l'autore dell'articolo - "Oltre a sottolineare che condividiamo il rispetto per il lavoro pioneristico di Maurizio Arcieri e Christina Moser, ricordiamo le coordinate di krismatv: 12111 vert. 27500, 3/4 Eutelsat 13° East da mezzanotte. Segnaliamo anche la rideizione in CD, con brani aggiunti, dell'album Maurizio '75 (On Sale Music)".
(Ringraziamo Fabio Di Ranno, per la segnalazione!)
IL MUCCHIO (Fuori Dal Mucchio - "Modernariato")-
October 2001
"Krisma"
Chi nella seconda metà dei '70 era ancora troppo giovane per seguire gli avvenimenti della musica rock, difficilmente potrebbe farsi un'idea di quale fosse la si-tuazione in Italia all'indomani della grande ondata progressiva; parimenti, visti con la consapevolezza del poi, è arduo afferrare appieno quanta intraprendenza usarono le prime band della "nuova onda" e quali effetti ebbero le loro esternazioni - a livello culturale, non certo commerciale, che è assodato furono irrilevanti - tra appassionati e addetti ai lavori. Le vicissitudini di un gruppo come i Chrisma ci fanno intuire - a noi che per l'appunto non c'eravamo - l'incapacità, non soltanto dei discografici ma anche dei mezzi di comunicazione, di gestire un fenomeno nuovo invero soltanto nelle forme, perché comunque segnato da quella stessa urgenza comunicativa e libertaria che il rock si portava dietro da sempre. Non a caso Maurizio Arcieri - la vera anima del duo - calcava le scene sin dai '60, allorché guidava un leggendario gruppo beat, i New Dada; subito dopo aveva tentato anche la carta solistica, pubblicando un paio di LP non molto fortunati dal punto di vista delle vendite. Ma nel '76 si respirava oramai un'aria diversa, di cambiamento. Probabilmente la prima intuizione di Maurizio fu di carattere estetico: bisognava rinnovarsi e turbare l'indifferenza e l'assuefazione generali. In verità i primi due singoli dei neonati Chrisma - "Amore" del 1976 e "U", della stagione successiva - avevano ben poco di scioccante, se non i mugolii della sensuale cantante Christina Moser, nel corso degli anni passata ad essere da semplice fan a moglie e infine compagna di gruppo del bel Maurizio. Assai più interessante si rivelò invece il primo 33 giri, quel "Chinese Restaurant" che ancora oggi merita di essere annoverato tra le colonne portanti della new-wave autoctona. Abbagliati dall'estetica un po' forte adottata dalla coppia milanese - l'Arcieri soleva adesso mostrarsi con una spilla da balia conficcata nella guancia - in molti credettero che il punk fosse infine sbarcato anche da noi. Invece tutto era stato orchestrato esclusivamente per attirare l'attenzione dei media, e sotto il profilo prettamente musicale infatti l'album seguiva strade ben diverse: era sì grezzo e graffiante in molti suoi episodi, ma si awaleva di arrangiamenti elettronici oscuri ed awolgenti, realizzati con la collaborazione del produttore - Nico Papathanassiou, fratello del celebre Vangelis e titolare dello studio londinese dove furono effettuate le incisioni. Dal canto suo, la critica più attenta scorse tra quei solchi gli insegnamenti dei Velvet Underground e di certo rock americano più evoluto, di cui pure Television e Pere Ubu erano degni esponenti; proprie dei Chrisma erano infatti un'indole metropolitana e un particolare istinto fagocitante, che permetteva loro di recepire e rielaborare - con la complicità dei sintetizzatori - forme e stili disparati. Alla fine però la tentazione elettronica divenne irresistibile e il duo si gettò a capofitto nella ricerca di linguaggi estrosi ed innovativi, pur sempre nell'ambito del pop, della musica da ascolto. L'album del 1978, "Hibernation", incarnò perfettamente tale tendenza, riflettendo anche nella veste grafica l'asettica freddezza dei suoi contenuti: vinile color ghiaccio e copertina a specchio. Il risultato fu comunque un giusto compromesso tra fruibilità e sperimentazione, equilibrio questo che non sempre il duo avrebbe ritrovato negli anni a venire. Il passo successivo fu infatti "Cathode Mamma", lavoro assai più accessibile dei precedenti, prima vera escursione in quell'elettro-pop che contrassegnò gran parte degli '80 e che certo vide in Maurizio e Christina - ora rinomi-natisi Krisma, per avallare certe ambizioni internazionaliste - degli indiscussi capiscuola. "Many Kisses" fu un singolo fortunatissimo: finì in classifica ed ebbe una eco tanto vasta da permettere alla formazione - divenuta trio con l'ingresso del tastierista Hans Zimmer - di esibirsi in occasione della serata conclusiva del Festival Bar, all'Arena di Verona. Ma fino a che punto questa band fu un fenomeno commerciale? - è soltanto in virtù dell'esposizione pubblicitaria e del numero di copie vendute che dobbiamo escluderla dal novero dei gruppi alternativi a noi tanto cari? Probabilmente al principio degli '80, vera preistoria per le nostre etichette indipendenti, i divari erano più marcati: o si suonava in cantina o si finiva in TV. In fin dei conti però sulla schiettezza dei Krisma sarei pronto a scommetterci; la dimostrarono gli awenimenti degli anni successivi all'uscita di "Clandestine Anticipation", trentatré supportato da un grosso battage pubblicitario, che tra l'altro segnò la dipartita dalla Polydor e l'approdo in CGD. Proprio il rapporto controverso con la discografia ufficiale, oltreché la capacità di sapersi vendere anche all'estero, in primis negli Stati Uniti, testimoniarono le grandi doti organizzative e manageriali della coppia, vogliosa comunque di proseguire per la propria strada, anche quando pubblico e critica sembrarono voltar loro le spalle. Con la sola eccezione di "Nothing To Do With The Dog", originale progetto concepito a metà strada tra l'Italia e gli Stati Uniti, suonato integralmente con una piccola tastiera Casio e diffuso da noi sotto le insegne della label autogestita Franton, il resto degli '80 fu votato al pop più leggero e disinibito: "Iceberg" (Carosello, 1986) e "Non Ho Denaro" (Bollicine, 1987), nulla aggiunsero e nulla tolsero a quanto già detto in precedenza da Christina e Maurizio. A quel punto allora era forse giusto allontanarsi dalle scene e dedicarsi ad altro: tanto, prima o poi, anche il tempo dei Krisma sarebbe ritornato.
KRISMA - "Kara"
Dodici anni d'inattività hanno certo affievolito il ricordo dei Krisma, tanto che ritrovarsi oggi tra le mani un loro singolo sorprende non poco. A dir la verità, da un paio di stagioni Maurizio Arcieri si era riavvicinato al mondo della musica, inaugurando il progetto "Re-birth" ed esibendosi con performance techno in alcuni locali della riviera adriatica; inoltre la recente nascita di un sito Internet completamente dedicato alla band (www.krismatv.net/chinese_restaurant/ intro.html) deve aver riacceso nel duo milanese il desiderio di tornare sulle scene. Il nuovo disco, "Kara" (Alice Records) - che contiene lo stesso brano in tre vesti: l'originale con parole in italiano, una strumentale ed una "European Version" cantata in inglese - è un esplicito omaggio al pop elettronico degli '80, di cui i Krisma furono veri alfieri: una canzoncina morbida, ballabile. caratterizzata da un testo ambiguo e malizioso, recitato da Christina con solito, sapiente timbro sensuale (info.alice@jtcompany.it).
Fabio Massimo Arati
Dispenser - Radio Due - 24 ottobre 2001
"... Immaginate di avere un prozio che vedete solo a Natale… Un anno, però, questo prozio si sbronza e vomita nel ficus che avete in salotto. Un'informazione così assurda, un'immagine così clamorosa surclassa qualsiasi altro dato relativo al prozio: ogni volta che pensate a lui lo vedete che vomita nel ficus. Io ogni volta che penso ai Krisma me li vedo in un clamoroso playback, in cui Maurizio fingeva di suonare, convinto, un Commodore 64 dal quale, tra l'altro, non usciva nessun cavo: sublime! Sono tornati i Krisma. L'unico duo tecno-pop che l'Italia abbia mai avuto, dopo oltre undici anni di silenzio discografico riappare sul mercato con ben due dischi: un album raccolta e un nuovo, sorprendente singolo. La storia dei Krisma ha avvio addirittura negli anni '60, quando il cantante, Maurizio Arcieri, capitanava il gruppo beat dei New Dada, band che ebbe - tra l'altro - l'onore di aprire i concerti del tour italiano dei Beatles. Lasciato il gruppo Maurizio intraprende una fortunata carriera solistica, ottenendo grandi successi con canzoni come "Cinque Minuti E Poi…", ma presto si stanca delle melodie tradizionali e decide di percorrere nuove strade. Insieme alla giovane moglie Christina Moser fonda il duo dei Chrisma. Ha avvio così una delle più interessanti e sperimentali avventure del pop nostrano. Attenti alle nuove sonorità e ai diversi fermenti culturali i due si trasferiscono a Londra, dove raccolgono con entusiasmo la filosofia e l'estetica punk e l'uso della tecnologia elettronica per produrre musica. Con l'aiuto di collaboratori prestigiosi, tra i quali il futuro premio Oscar Hans Zimmer, i Krisma producono album originali e avanguardistici, come "Chinese Restaurant" e "Hibernation", evidentemente pensati più per un pubblico internazionale che per il sonnacchioso mercato italiano. Il singolo "Many Kisses", del 1980, riesce tuttavia a conquistare la classifica, regalando ai Krisma il primo e unico momento di grande successo commerciale. Dopo una serie di album dai risultati alterni il duo ha abbandonato la carriera musicale per dedicarsi alla sperimentazione televisiva collaborando al programma "Fuori Orario", con "Superzap" e, soprattutto, aprendo un proprio canale satellitare, Krisma Tv, che trasmette un flusso di immagini ininterrotto con commento musicale originale. Il ritorno sulle scene discografiche avviene oggi con la pubblicazione del cd "Best Of", edito dalla DV More Records, che permette di ripercorrere le tappe più significative del loro originalissimo percorso musicale, da "Lola" a "Cathode Mamma". Mentre la Alice Records, novella etichetta discografica fondata dal noto dj JT Vannelli, pubblica in contemporanea un nuovissimo singolo intitolato "Kara". Interpretato sia in versione italiana che in inglese "Kara" sembra proseguire sulla strada della bizzarria e della sperimentazione, grazie all'utilizzo del software musicale ReBirth, e di un testo che regala frasi del livello di "sinuosa quando trotto". Forse non scalerà le classifiche, ma del resto ai Krisma questo non è mai importato: a noi piacciono anche per questo...".
Matteo B. Bianchi
*** Ascolta QUI lo stralcio
(Ringraziamo Matteo per questo delizioso stralcio di una trasmissione intelligente!)
"Krisma" (Il Mucchio - Febbraio 2002)

Sperimentatori, provocatori, precursori. Sono solo tre dei tanti aggettivi necessari per inquadrare il ruolo dei Krisma, una delle esperienze più importanti nel panorama musicale italiano nel periodo compreso fra la seconda metà degli anni '70 e la fine degli anni '80. La recente collaborazione con i Subsonica è l'occasione per una chiacchierata telefonica con Maurizio Arcieri e Christina Moser (nei loro interventi inestricabili l'uno dall'altra, come Qui, Quo e Qua), per fare il punto di una carriera che non si e mai interrotta, solo si è mossa su altri territori.
Innanzitutto, come è nata la collaborazione con i Subsonica?
Prima di questa esperienza conoscevamo i Subsonica solo come band, non di persona. Il loro road manager suonava il basso con noi nel nostro periodo punk: e stato lui a metterci in contatto. A loro crediamo piacesse soprattutto il nostro album del 1977, Chinese Restaurant. Nel corso dell'ultimo anno ci siamo sentiti sia per telefono che per e-mail, e a loro è piaciuta l'idea di mettere in piedi una collaborazione. Il perché bisognerebbe chiederlo a loro... A noi sono fatto un'ottima impressione: sono bravi musicisti e persone simpatiche, il che non guasta.
Al momento quali sono i vostri progetti in ambito musicale?
L'ultimo dell'anno abbiamo suonato al Cocoricò di Riccione, e replicheremo fra pochi giorni. Principalmente ci serviamo di un computer, e di un software che si chiama Re-Birth, ma il tutto è manovrato dal vivo.
L'estate scorsa avete pubblicato anche un singolo.
Sì, intitolato Kara. È uscito lo scorso luglio, che non è esattamente il mese migliore per licenziare un singolo. Il pezzo ci sembrava carino, e la prima versione era fatta solo con Re-Birth. Poi il tutto è stato rielaborato con il produttore J.T Vannelli.
Quindi, mi pare di capire, al momento voi lavorate principalmente col computer.
Si, anche se in realtà è moltissimo tempo che lo adoperiamo. Ultimamente, poi, Maurizio si sta concentrando su questo particolare software, e sono due anni che usa solo questo.
Poi c'è Krisma TV, la vostra rete satellitare.
È un'esperienza strana, perché credo che siamo i soli ad essere in onda da tre anni senza mai avere avuto uno sponsor. Si tratta di una televisione molto sperimentale, abbastanza strana, e forse è proprio per questo che regge tutti i colpi. In realtà doveva essere una cosa di durata breve, due o tre giorni, per far capire che era possibile fare tv a costo zero, e va avanti ormai da tre anni. Chiaro, i guadagni non ci sono, ma è un'esperienza divertente, oltre che assolutamente libera. Riceviamo e-mail da tutta Europa, e nessuno capisce che siamo italiani.
Nell'ultimo decennio siete stati molto al di fuori dei giri musicali classici.
Sì, perché stavamo facendo televisione, e in particolare Sat Sat e Blob per la Rai, ed era un impegno che ci portava via tutto il tempo, anche perché abbiamo sempre fatto tutto da soli. Al nostro ritorno da gli Stati Uniti, nella seconda metà degli anni '80, abbiamo pensato di dedicarci seriamente alla tv, quindi non rimaneva molto tempo per la musica.
Come mai una scelta di questo tipo?
Senz'altro perché era una novità, e le cose nuove sono sempre interessanti. Tieni comunque presente che in un programma come Sat Sat c'era anche un aspetto musicale. Alla fine eravamo diventati dei veri e propri "guardoni" televisivi, e abbiamo collaborato dietro le quinte a molti programmi, tra cui il primo Mai Dire Tv, soprattutto per quanto riguardava le emittenti straniere.
E adesso sentite la voglia di ritornare completamente alla musica?
Certo! Fra l'altro ultimamente abbiamo fatto alcune serate dedicate proprio ai "vecchi" Krisma. D'altronde, se qualcuno vuole ascoltare i nostri vecchi brani, perché non accontentarlo? Molti gruppi di adesso guardano a voi come a dei precursori. Siamo i nonni della techno (risate, NdI)! Per capirci, ritornando ai nostri concerti al Cocoricò: di fatto si tratta del tempio della techno, almeno in Italia, e per noi suonare quel genere di cose risulta estremamente facile, perché sono anni e anni che lo facciamo.
Come vedete la scena musicale attuale?
Con interesse, anche se non sapremmo farti qualche nome specifico. A ogni modo, più che il versante rock, seguiamo soprattutto quello elettronico.
Fra l'altro, mi sembra che ci sia un forte ritorno agli anni '80. Uno dei tanti esempi potrebbe essere il fatto che la Mescal, un'etichetta legata alla scena rock moderna, stia per dare alle stampe il nuovo album di Garbo.
Si tratta dei cicli della storia. Era ora: non se ne poteva più del revival degli anni '60! Fra l'altro, abbiamo avuto occasione di ascoltare il brani nuovi di Garbo, perché il suo gruppo e delle nostre parti..
Progetti per il futuro, più o meno immediato?
L'idea sarebbe quella di realizzare un disco techno, cosa che, come si diceva, dovrebbe essere relativamente semplice da mettere in pratica. Al momento abbiamo 18 pezzi pronti. Poi cercheremo un contratto, magari una major seria, ma è molto difficile. Si vedrà, le cose capitano come devono accadere.
Maurizio, fra New Dada, carriera solistica e Krisma sono ormai 40 anni che sei nel giro. In altri ambiti si incomincerebbe a parlare di pensione…
In effetti ogni tanto ci penso (risate, NdI). Poi però mi piace talmente sperimentare e fare cose nuove... E comunque, se andassi in pensione, mi darebbero la minima!
Aurelio Pasini
"Kara" (recensioni)
KRISMA - "Kara"
Almeno da "Chinese Restaurant" (tra il cui punk elettronico Velvet-Stoogesiano si riscoprivano anche i Neu, tre lustri prima degli Stereolab!) a "Clandestine Anticipation", i Krisma furono il miglior gruppo new wave italiano, senza troppi complessi nemmeno oltremanica. Il ritorno dopo oltre un decennio Kara (Alice, www.jtcompany.it), ne riporta il pop elettronico (tre versioni, migliore l'originaria strumentale) nella vena più morbida/morbosa; un assaggio per ora interlocutorio, in attesa dell'album.
Walter Rovere (Rumore - Aprile 2002)
KRISMA - "Kara"
Il ritorno di certo pop synthetico anni '80 ha invogliato anche da noi ad una rentrée sulla scena di alcuni vecchi alfieri. Se è il caso di lasciar perdere il nuovo singolo dei Gaznevada, dei cui antichi fasti è rimasto solo l'originario logo, diversa attenzione merita invece "Kara" (Alice) dei Krisma. Abbandonato il progetto TV Sat-Sat e creato un proprio channel, KrismaTV, i coniugi Arcieri tornano con un delizioso tormentone melanconico a sfondo sessuale, come ci avevano ben abituato a suo tempo. Appena un po' più easy della passata produzione (con arrangiamenti un po' più ruffiani, esso avrebbe potuto dire la sua in quelle manifestazioni di merda marinar-catodiche, visto che per di più il singolo è uscito in piena estate), "Kara", costruito su un programma Re-birth e con l'aiuto di J.T. Vannelli, mantiene un ritmo sostenuto e saltabeccante mutuato dal punk, ma riveduto e corretto dalla plasticosità dei synth su cui si impone la voce sensuale di Christina; tutto quell'insieme, cioé, che rende così particolare la produzione della coppia Arcieri-Moser. Pleasant memories...
Alessandro Bolli (Rocker - Marzo/Aprile 2002)